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BRT Corriere Espresso migliora le prestazioni del suo storage grazie al Capacity Planning e alle soluzioni di IBM

Grazie all’utilizzo degli algoritmi proprietari di Capacity Planning di Uno Informatica e dei tool e delle soluzioni IBM per lo storage, il system integrator toscano ha ridefinito l’intera infrastruttura di storage di BRT Corriere Espresso raggiungendo gli obiettivi di efficienza richiesti dal cliente. “BRT Corriere Espresso è una delle realtà italiane più importanti che con oltre 180 filiali fornisce servizi logistici di supporto alla movimentazione e alla distribuzione delle merci in Italia in Europa e nel mondo – afferma Matteo Grazi, IT Application Services Manager di BRT Spa. La complessità delle nostre operazioni richiede un sistema informatico evoluto che deve essere continuamente allineato alle moderne tecnologie”. Grazie all'intervento di Uno Informatica e alle soluzioni IBM per lo storage, BRT Corriere Espresso ha a disposizione la piattaforma più affidabile per la gestione delle operazioni tipiche del comparto. Ma come si è arrivati alla definizione del progetto? “Abbiamo inizialmente svolto un'analisi completa della infrastruttura IT di BRT Corriere Espresso – afferma Francesco Camorri, vicepresidente Uno Informatica – utilizzando la nostra soluzione di Capacity Planning per individuare le aree critiche dell’infrastruttura e fornire gli ambiti di miglioramento”. In questo modo, la virtualizzazione dello storage già esistente è stata consolidata tutelando il TCO e ne è stata aumentata l'affidabilità grazie al software IBM Spectrum Virtualize. Inoltre, è stato reso più efficiente lo spazio di storage con la possibilità di andare in Over-Provisioning. Ciò significa assegnare un’ulteriore percentuale della capacità totale di storage per tutelare la scalabilità delle esigenze aziendali. Il progetto è previsto l’introduzione di nuovi apparati IBM Flash System gestiti dagli IBM Spectrum Virtualize e IBM SAN Volume Controller, le soluzioni IBM specifiche per l’analisi e le proiezioni infrastrutturali per le aziende di fascia enterprise. I risultati non si sono fatti attendere: “è stata migliorata l'erogazione dei servizi aziendali – spiega Grazi - come la gestione dei dati in termini di volumi al secondo su storage IBM ad alta affidabilità e i processi di scambio dati con i nostri clienti, permettendoci di essere ancora più competitivi sul mercato”. Inoltre, sottolinea Camorri: “è stata anche potenziata la sicurezza in tutta l'infrastruttura a ulteriore garanzia per i clienti e per i servizi di BRT Corriere Espresso”. E, inoltre, si è lavorato per definire un piano di Disaster Recovery e garantire l'alta disponibilità dello storage”. Ancora una volta, infine, l’utilizzo degli strumenti statistici contenuti nella metodologia Capacity Planning di Uno Informatica ha permesso al system integrator di fornire quella marcia in più rispetto alla concorrenza, risultando più competitivi sia sul lato funzionale che su quello economico. SCOPRI DI PIÙ

Grazie a noi Estra risparmia il 50% del tempo, e tu che fai?

Uno Informatica ha aiutato Estra a ridurre del 50% i tempi dell’intero processo di fatturazione dei propri clienti. Un risultato eccezionale per una utility che distribuisce gas naturale ai clienti di quattro regioni (Abruzzo, Lazio, Toscana e Umbria) trasportando la risorsa lungo una direttrice di circa 5500 km e servendo 88 comuni. Estra si è rivolta a Uno Informatica per capire come aggiornare la propria infrastruttura amministrativa al fine di ridurre i tempi di rilascio delle fatture. L’azienda di Prato utilizza l’Erp SAP per tutti i processi di gestione amministrativa. Per preservare il più possibile l’infrastruttura e i processi e impattare in modo minore nelle abitudini delle risorse amministrative, Uno Informatica ha sfruttato la naturale integrazione tra l’Erp SAP e l’infrastruttura IBM Power Systems, piattaforma estremamente flessibile, che garantisce affidabilità, capacità di scalabilità, resilienza e robustezza. Le soluzioni IBM erano già di casa in Estra, per questo non è stato necessario descrivere a Pasquale Guigliotti, responsabile dei sistemi informativi di Estra, le caratteristiche positive delle soluzioni IBM, perché già toccate con mano. Piuttosto, Uno Informatica ha provveduto a fornire il proprio valore aggiunto, in qualità di IBM Platinum Business Partner, analizzando il modello preesistente e personalizzando l’offerta IBM per ottenere la resa migliore con un minimo impatto economico e sulle risorse. L’architettura proposta ed implementata per Estra ha compreso una soluzione IBM Power Systems e una IBM Storage. In particolare, si è provveduto a integrare nei tre preesistenti Storwize V7000 due nuovi FlashSystem 900 per garantire maggiori performance e uno Storwize V5000 per incrementare la capacità. Infine, si è provveduto a inserire uno switch IBM System Networking SAN Fiber Channel e il software IBM Spectrum Virtualize per l’allocazione dinamica delle risorse di storage in modo da incrementare le performance. Infine, Uno Informatica ha provveduto a installare un nuovo server IBM Power Systems S870 con sistema operativo Aix, da far lavorare in coppia all’IBM Power Systems preesistente su cui girava l'Erp SAP. Scarica l'infografica SCOPRI DI PIÙ

Uno Informatica diventa socio aderente di Nemetria

Uno Informatica ha aderito con entusiasmo al network di aziende, banche, enti e università di Nemetria, l’associazione senza fini di lucro specialista nell’organizzazione di seminari, workshop e convegni sui temi di economia, finanza, etica, cultura d’impresa e cultura in generale.Il carattere di attività legata a temi nazionali e internazionali coniugata con una forte attenzione al territorio, si sposa perfettamente con l’anima di Uno Informatica, partner tecnologico di riferimento per importanti rappresentanti dell’eccellenza italiana.La completa condivisione dei valori etici di Nemetria, insieme alla volontà di essere parte attiva nella realizzazione di incontri con leader del mondo economico, politico e accademico ha portato Uno Informatica ad aderire con entusiasmo alla proposta di associazione di Nemetria.Un’adesione che certamente contribuirà ad ampliare la visione di Uno Informatica sul panorama economico italiano e internazionale e che le permetterà di portare la propria conoscenza del mondo della tecnologia e dell’innovazione al servizio di tutto il network dei partecipanti all’associazione.“Le iniziative di Nemetria sono una piccola goccia di freschezza culturale in un mare di inquinamento ideologico”(Paolo Savona, presidente di Nemetria)

EVENTO ELETTRAWEB

L’USO INTELLIGENTE DELLA FATTURAZIONE ELETTRONICA PER CONTROLLARE I CONSUMI AZIENDALI 14 Maggio 2019 – Hotel Gallia Milano Scopri come, grazie a Elettraweb, trasformerai il tuo processo di fatturazione aziendale in uno strumento di ottimizzazione e analisi delle spese delle tue utenze aziendali. Tra i flussi di fatturazione, gli addetti al controllo di gestione aziendale riservano un’attenzione particolare ai costi e ai consumi legati alle utenze aziendali. In questo caso - in cui è opportuno attivare confronti puntuali tra le quantità fatturate e quelle effettivamente consumate - i dati generati dai servizi di Fatturazione Elettronica possono diventare una risorsa inaspettata. Quegli stessi dati, gestiti intelligentemente con strumenti e tecnologie innovative come gli algoritmi cognitive e le piattaforme blockchain, possono infatti rivelarsi eccezionalmente utili ai fini del business aziendale. ISCRIVITI ALL'EVENTO SCOPRI DI PIÙ

I primi esempi di blockchain IBM in Italia confermano un ruolo da protagonista per i partner

Come due genitori che a cena parlano solo del loro primogenito, durante gli ultimi Think - appuntamenti di riferimento per IBM, i suoi partner e i suoi clienti - si sono viste foto di presentazioni sulla blockchain, loghi di clienti italiani che usano la blockchain, selfie con esperti della blockchain, hashtag e infografiche a tema. Ed è legittimo, perché la blockchain in Italia, ma anche nel mondo, è un neonato. Ma è un figlio che promette veramente bene, non solo per IBM ma anche per i suoi parenti acquisiti, i partner. IBM ha una precisa offerta blockchain, nato sulle basi del progetto Hyperledger creato dalla Linux Foundation già nel 2015. Ha tutto quello che serve, infrastruttura hardware, piattaforma software e servizi a corredo. Ora bisogna solo proporla ai clienti. Per questo è utile dare visibilità ai cosiddetti progetti pilota dei pionieri italiani, i clienti che per primi hanno dato fiducia alla tecnologia e a IBM. È il caso di Barilla e del suo pesto, raccontato in questo video in cui si spiega la struttura del progetto, ma anche il valore che l’adozione della blockchain porta a clienti, fornitori e partner. Blockchain, portatrice sana di qualità e fiducia In estrema sintesi, una piattaforma blockchain permette di controllare e validare digitalmente tutte le fasi di un processo, dalla produzione alla distribuzione. La piattaforma è implementabile pressoché in qualsiasi contesto, anche se alcuni, come il food e il finance, in questo momento possono essere più sensibili alla sua introduzione. È comprensibile come il controllo e la certificazione dell’intero processo di filiera possa godere di immensi benefici dall’introduzione di una blockchain. Dal monitoraggio e dalla raccolta degli elementi primari, come il basilico nel pesto, fino al trasporto e l’acquisizione della materia prima da parte del brand, il controllo qualità, la lavorazione con altri ingredienti e il confezionamento, tutto è monitorabile e certificabile. Nell’arco di tutta la filiera, il brand è in grado di monitorare, controllare e validare tutto il processo, indipendentemente dal numero e dalla dislocazione di tutti gli elementi coinvolti, garantendo un elemento di qualità ai suoi consumatori estremamente differenziante. Con la blockchain il brand potrà godere degli enormi effetti benefici in termini di marketing e quindi di percezione, fiducia e fidelizzazione da parte dei propri clienti. I benefici della blockchain sono per tutti Ma gli effetti benefici della blockchain non riguardano solo il cliente. Anche il partner qualificato che ha lavorato sul progetto insieme a IBM ne godrà. Come abbiamo detto, la blockchain si sviluppa attraverso tre ambiti specifici: infrastruttura, software e servizi. E, se l’infrastruttura e il software sono a carico del fornitore della soluzione, in questo caso IBM, il partner ancora una volta ha l’incarico di fare la differenza nell’ambito dei servizi. Il ruolo del partner in un progetto di blockchain è di implementare un’offerta di servizi competente e coerente capace di generare un processo realmente abilitante all’innovazione. Come un neonato, anche la blockchain ha di fronte una evoluzione, ma i tratti somatici sono già percepibili. Cosa fa il partner in [...]

Gestire i Big Data si può, se hai lo storage giusto

Secondo uno studio recente di Persistence Market Research il mercato dello storage per i Big Data passerebbe in dieci anni dai circa 10 milioni di dollari del 2016 all’incredibile valore di 60 miliardi di dollari nel 2026. Un incremento anno su anno del 20,4% che neanche negli anni ’90, ai tempi d’oro dell’Informatica. Ciò significa una cosa sola, in qualsiasi regione geografica e per qualsiasi tipo di azienda in qualsiasi settore, il focus sulla gestione dei dati, componente fondamentale della Digital Transformation, richiede una revisione degli apparati in cui questi dati sono raccolti e archiviati. Sempre secondo la ricerca, infatti, la componente hardware pesa per quasi la metà (49,1%) del totale del valore del mercato dello storage per i Big Data. La necessità della revisione dell’infrastruttura di storage per le aziende deriva anche dalle richieste della cosiddetta compliance, ovvero le regolamentazioni che nel corso degli ultimi anni hanno posto come obiettivo la tutela della privacy e del dato in generale. Il GDPR europeo ne è il classico esempio. Rivedere lo storage che si ha in casa è fondamentale per tutelarsi dalle richieste delle normative di trattamento dei dati come il GDPR. Un’azienda oggi non può permettersi di pagare per l’incuria con cui gestisce i propri dati e quelli dei loro clienti: deve garantirne la tutela e la sicurezza, anche e soprattutto quando questi dati sono frutto di interscambi digitali tra fornitori, intermediari e clienti nella catena del valore. I dati utili a un’azienda crescono esponenzialmente In questo contesto è ormai ben evidente che non si può prescindere da tecnologie affidabili, sicure e ad accesso veloce come le tecnologie Flash. In quest’ambito è ben nota la leadership di IBM nel settore, ma lo stesso produttore non si culla negli allori e prosegue nello sviluppo della sua roadmap tecnologica, per esempio con i recenti FlashSystem 9100. Parlando di Big Data, inoltre, è fondamentale concentrarsi sull’elaborazione dei dati raccolti. L’archiviazione dai software legacy e la raccolta dei cosiddetti Alternative Data, ormai ritenuti fondamentali tanto quanto gli “ordinari”, richiede, come detto, un certo tipo di hardware. Ma, allo stesso modo, certe tecnologie come quelle dei sistemi Flash, diventano rilevanti anche nella elaborazione dei dati. Quindi, raccolta ed elaborazione. Ma, quando si parla di elaborazione, si tende a pensare alle capacità di calcolo dei sistemi hardware ma non abbastanza alle prestazioni dello storage. In un contesto più ampio, parlando di Intelligenza Artificiale, negli ultimi anni ci sono state delle evidenze che devono far riflettere. L’incremento delle prestazioni in ambito Deep Learning e processori grafici è stato eccezionale. Nello storage non tutti i vendor si sono adeguati alle nuove esigenze. Un sistema di Intelligenza Artificiale ha bisogno di tre asset fondamentali: il deep learning, le GPU (Graphic Processing Unit) e i Big Data. Ebbene, si pensi che in appena due anni gli algoritmi di deep learning hanno migliorato la loro efficacia di un fattore 15. Mentre, le GPU sono cresciute di 10 volte in termini di capacità di elaborazione. Big Data: anche lo storage deve [...]

Un’immagine vale più di mille parole, se l’hai elaborata con i sistemi giusti

Parlando di tecnologie di Image Detection, è proprio il caso di dire che un’immagine vale più di mille parole. I campi di applicazione delle tecnologie di analisi delle immagini sono numerosi e probabilmente siamo ancora alla punta dell’iceberg. IBM, con l’introduzione alcuni anni fa della piattaforma IBM PowerAI Vision, ha già posizionato una saldissima bandierina nel mercato, dimostrando ancora una volta di vederci lungo. IBM PowerAI Vision è utilizzato con successo anche in Italia ma la delicatezza dei progetti spesso ne impedisce la divulgazione. Il concetto alla base dell’Image Detection è molto semplice: acquisire informazioni grazie all’analisi delle immagini. Su YouTube si trovano diversi esempi di applicazione della tecnologia IBM PowerAI Vision. Con PowerAI Vision introdotto qualche anno fa, IBM ha dimostrato ancora una volta di vederci lungo e ha già qualche caso notevole di applicazione della tecnologia. L’Image Detection si può utilizzare per il monitoraggio del traffico nelle strade, per quello del flusso di clienti in un centro commerciale o in un qualsiasi altro luogo per fini di sicurezza, ma anche per verificare che il posizionamento della merce sia corretto rispetto al target che affolla un negozio. Dalle analisi microscopiche delle molecole in ambito farmaceutico si studiano nuovi preparati, e dal monitoraggio del comportamento di insetti e animali semplicemente filmandoli, si possono ottenere informazioni per predire, per esempio, le epidemie. Che ci vuole, in fondo? Basta una fotocamera, una videocamera o un microscopio, e il costo di una tecnologia che sfrutta l’Image Detection risulta contenuto. Il Deep Learning richiede grande potenza di elaborazione In verità non è esattamente così. È certamente vero che i dispositivi di acquisizione si possono adattare alle nuove richieste a un costo abbastanza contenuto. Ma è altrettanto vero che un sistema di Image Detection potente deve avere alle spalle una piattaforma hardware e software adeguata. Anche in questo caso entra in gioco l’Intelligenza Artificiale. In particolare, siamo nel campo del Deep Learning, ovvero all’interno del Cognitive – quando le macchine sviluppano un’intelligenza simile a quella umana – e del Machine Learning – quando gli algoritmi prevedono i comportamenti futuri sulla base dell’analisi dei dati. Il Deep Learning sfrutta un modello di rete neuronale per imparare dall’esperienza, fornita dai dati, e svolgere attività in base a ciò che ha imparato. Per realizzare qualcosa che, sulla base delle nostre reti neuronali, elabori meglio di un essere umano, è necessario un hardware di livello. Attraverso il Deep Learning si elaborano miliardi di informazioni al secondo, una capacità impossibile per il cervello umano. Si tratta di acquisire miliardi di dati attraverso immagini e video, perché su questi formati si raccolgono molti più dati rispetto ai formati testuali, e di eseguire migliaia di miliardi di operazioni al secondo. Insomma, l’hardware è importante. L’importanza di una partnership di livello Per questo IBM ha stretto a suo tempo una partnership con Nvidia, produttore di chip grafici di altissimo livello. E non ha solo integrato nei suoi server PowerAI i processori grafici, le GPU, di Nvidia ma ha realizzato una tecnologia di [...]

I 5 benefici del cloud ibrido

Agli impegni finanziari, in primis il completamento dell’acquisizione di Red Hat, IBM ha aggiunto due rilasci concreti che si inquadrano all’interno della strategia cloud ibrido. IBM Multicloud Manager è una console di gestione che permette a clienti e partner di gestire in modo univoco e centralizzato i carichi e le risorse applicative con l’impressione di essere alla guida di un aereo in un gioco di simulazione. In questo modo si semplifica la gestione delle risorse come se fossero tutte in un ambiente unico e omogeneo, anche se non è così ma al cliente ciò non deve importare. Con gli strumenti di gestione centralizzata, governare un cloud sarà facile (quasi) come giocare. Altra soluzione rilasciata recentemente da IBM è AI OpenScale, una piattaforma che vigila sugli algoritmi alla base degli applicativi utilizzati dal cliente: se qualcosa non va AI OpenScale lo segnala e si può agire di conseguenza. Si tratta di qualcosa che, impropriamente, si potrebbe definire “middleware”, ovvero uno strato applicativo che si interpone tra i software che generano dati e informazioni sull’attività aziendale e il motore di machine learning. Una sorta di agente che controlla che i dati siano calcolati correttamente. Tutto questo impegno vale la candela? Insomma, il cloud ibrido è il prossimo futuro. IBM sostiene che il 98% delle aziende americane che ha contattato progettano di considerare a breve il passaggio a una architettura di cloud ibrido. Bene, ma cosa esattamente li ha convinti? Vediamo 5 benefici dell’approccio al cloud ibrido. Non si tratta solo di soldi Se pensi che il cloud ibrido faccia risparmiare, stai facendo un discorso riduttivo. Certo, la tecnologia è migliorativa dal punto di vista del budget, ma non è questo il motivo principale per cui dovresti passare al cloud ibrido. Si tratta di cambiare l’azienda Un servizio IaaS – Infrastructure as a Service – la componente applicativa fondamentale per un cloud ibrido sottoscrivibile previo abbonamento presso un fornitore di cloud pubblico, comprende un bouquet completo e in continuo aggiornamento di applicazioni aziendali. Il paradigma su cui si basano pressoché tutte è uno solo: il dato. Dare valore al dato significa una cosa sola: elevarlo a perno su cui fondare la propria digital transformation, e non ci sono alibi, è il mercato che lo chiede. Primo beneficio? Agilità Attorno al concetto di “agile” si è costruito una vera e propria filosofia. Ovvero, avere un’infrastruttura IT resiliente, che si adatti velocemente alle necessità di business. E il cloud ibrido è intrinsecamente agile, soddisfando i bisogni di un’azienda di adattare e aggiustare il tiro velocemente. Perché se non si ha questo dinamismo, prima o poi si soccombe sotto i colpi della concorrenza lungimirante. L’ibrido mette d’accordo tutti Lo svantaggio di un servizio IaaS su un cloud pubblico? Potrebbe essere la poca garanzia di sicurezza. E il costo della scalabilità. Ma le soluzioni come IBM Multicloud Manager e AI OpenScale servono esattamente a controllare e gestire le risorse impegnate, per evitare esborsi inutili. E il problema della sicurezza? Si risolve proteggendo le informazioni sulla componente [...]

Requiem per il disco rigido, grazie di tutto ma è ora dell’SSD

Sai qual è stato il primo disco rigido introdotto sul mercato? Era il 13 settembre 1956 e IBM inserì tra le componenti del suo IBM 305 RAMAC il disco fisso a testina magnetica. Il calcolatore, uno degli ultimi a valvole costruiti da IBM, pesava una tonnellata e conteneva fino a 350 dischi fissi di tipo 350 Disk Storage Unit, ognuno dei quali era formato da cinquanta dischi da 24 pollici. Il prezzo? 3.200 dollari di allora, equivalenti a circa 30mila dollari di oggi, al mese. E la capacità di ogni unità era, udite udite, ben 5 megabyte. Sono passati 62 anni ed è ora di pensionare il caro vecchio disco fisso, ovvero la tecnologia a testina magnetica, basilare in ogni dispositivo elettronico, grande o piccolo che sia, in cui era necessario memorizzare qualcosa. In tempi “non sospetti” IBM vendette la divisione storage a Hitachi Data System nel 2003 ma non abbandonò il mercato della memorizzazione di massa. Anzi, guardò avanti alle memorie allo stato solido, le SSD, diventando uno dei leader di mercato. L’anno scorso è stato l’anno del sorpasso in ambito consumer, ovvero i computer portatili con la memoria di tipo SSD hanno superato quelli con il disco fisso. Il sorpasso di SSD su HD arriverà anche nei data center? Ok, il sorpasso è avvenuto nei Personal Computer mentre gli HD continuano a dominare nei server e nelle appliance di storage presenti nei data center, o no? In verità, Gartner predice che entro il 2021 il 50% dei data center useranno memorie compatibili con la tecnologia SSA (Solid State Array), rispetto al 10% attuale. Insomma, la transizione verso i dischi a stato solido è iniziata, anche nei data center. Entro il 2021 la metà dei data center nel mondo userà memorie allo stato solido. Ci sono diversi motivi per cui sarebbe il caso di pensionare i vecchi dischi magnetici. L’affidabilità, i tempi di accesso ai dischi e lo spazio ridotto sono i primi tre e ora anche il costo non è più una discriminante. Infine, lo sostiene un report di Forrester, gli SSD fanno risparmiare soldi. Lo studio ha dimostrato un risparmio di decine di migliaia di dollari all’anno in costi di energia. Sì, ma a noi che ci importa? Tu, azienda cliente, che memorizzi i tuoi dati in un cloud, di che ti preoccupi? L’importante è che i tuoi dati siano al sicuro, poi se sono archiviati su un disco fisso tradizionale o un SSD, che importa? Beh, un pochino ti dovrebbe importare. Intanto, se hai scelto di passare a un cloud ibrido, sarebbe importante che il fornitore dei servizi IaaS ti garantisse un accesso ai dati veloce e sicuro, dunque accertati, attraverso il tuo partner, delle velocità di accesso ai dati. E, se una parte dei tuoi archivi risiede in un cloud privato, o addirittura on premise, ovvero nei server di tua proprietà, dovresti farti due domande. Che tecnologia di storage usano i tuoi server? Quanto sono datati? E qui entra il gioco il valore consulenziale [...]

Elogio del cloud ibrido, che mette d’accordo tutti: vendor, partner e clienti

In medio stat virtus, la massima latina riassume molto bene lo stato dell’arte del cloud. Per anni diviso tra cloud privata e pubblica, tra on premise e outsourcing totale, oggi il mercato ha trovato l’assetto giusto che, appunto, sta nel mezzo, ovvero nel cloud ibrido. Per strutturare un cloud ibrido si sfrutta un’infrastruttura di tipo as-a-service (IaaS) pubblica, un cloud privato, che potrebbe anche essere on premises, ovvero presso il cliente, e una connessione di tipo Wan (Wide Area Network) che garantisca un collegamento ad alta affidabilità – sicuro e veloce - tra i due cloud. Il coinvolgimento di ambienti diversi richiede estrema attenzione nella progettazione del flusso di informazioni che circolano ma, allo stesso tempo, la presenza di una IaaS garantisce una gestione ottimale dei carichi di lavoro applicativi e dello storage, fornendo, inoltre, risorse applicative e capacità computazionale impensabili in una architettura IT tradizionale. IBM cresce sempre di più nel cloud ibrido Con i recenti annunci, IBM pianta ancora più decisa la propria bandiera tra i leader del cloud ibrido. L’acquisizione di Red Hat per 34 miliardi di dollari è stata approvata dagli azionisti e ora è finalmente il momento di passare alla fase operativa. A corredo, si aggiunge un accordo da 325 milioni di dollari con Juniper Networks e la partnership da 550 milioni in otto anni con Vodafone. L’acquisizione per 34 miliardi di dollari di Red Hat da parte di IBM finalmente è operativa: così l’offerta cloud ibrido sarà ancora più completa. Impegni concreti per IBM, che dimostrano quanto l’azienda creda al cloud ibrido. E, visto il carattere particolare di questo paradigma in cui le componenti consulenziale, progettuale e di integrazione rappresentano il cuore di tutto il progetto, l’impegno dimostrato da IBM non può che rallegrare i Business Partner come Uno Informatica. Già, perché nessuno come un partner attivo sul territorio conosce la situazione IT dei propri clienti, e nessuno come un partner è in grado di fornire le competenze consulenziali necessarie in fase progettuale, di studio dei carichi previsti e di scelta e integrazione delle soluzioni applicative. Non sei ancora convinto che il cloud ibrido sia la soluzione migliore? Consideriamo ciò che abbiamo scritto poco fa: “fornendo, inoltre, risorse applicative e capacità computazionale impensabili in una architettura IT tradizionale”. Che vuol dire esattamente questo: anche investendo non sarebbe mai possibile raggiungere le potenzialità applicative dell’offerta disponibile in una infrastruttura IaaS. Gli applicativi di nuova generazione votati all’analisi dei dati All’interno di un’offerta IaaS, infatti, è disponibile una grande varietà di applicativi, molti dei quali soddisfano le necessità di una Digital Transformation fatta bene. L’Intelligenza Artificiale di cui si parla tanto, per esempio, molto spesso si riferisce al machine learning, ovvero alle capacità di prevedere determinati eventi a partire dall’analisi dei dati e delle informazioni che l’azienda fa transitare ogni giorno sul cloud. Possono essere informazioni finanziarie che, se ben gestite, ci possono fornire dei forecast precisi. Possono essere informazioni che riguardano la clientela (CRM) o la logistica e, anche in questo caso, le funzionalità di [...]