Speriamo che l’imposizione del GDPR, il regolamento europeo che entra in vigore quest’anno, faccia ragionare le aziende. Ovunque ci si giri, le analisi su quanto e come i clienti siano attrezzati in caso di danni alle proprie infrastrutture IT sono sconfortanti. E, onestamente, non si può puntare il dito esclusivamente sull’irresponsabilità dei manager. Le infrastrutture IT oggi sono estremamente complesse poiché devono gestire una mole di dati in crescita esponenziale e sottostare a regolamentazioni articolate.

È impensabile che un’azienda italiana possa attrezzarsi in risorse, metodi e tempi per stare dietro a tutta questa complessità. È da questa riflessione che deve crescere la consapevolezza che bisogna farsi aiutare (da uno bravo, si potrebbe dire).

In tema di Backup e Disaster Recovery, Business Continuity e tutte le declinazioni sull’argomento che IBM riassume sotto il cappello unico di resilienza, i Business Partner giocano un ruolo importantissimo.

“La resilienza è la capacità di un’organizzazione di anticipare, prepararsi, rispondere e adattarsi ai cambiamenti continui e progressivi e alle improvvise emergenze in un ambiente complesso”.

Prendiamo la definizione di questo termine di gran moda direttamente da un’intervista a Sergio Eufemi, IBM Resiliency Services Leader di IBM Italia. E ci sembra che la definizione chiarisca molto bene il concetto.

L’offerta IBM che aiuta un’azienda a essere “resiliente” è estremamente variegata e competitiva, al punto da meritarsi la posizione di leader nel Quadrante Magico di Gartner a proposito di Disaster Recovery as a Service (DraaS). Ed è compito dei Business Partner altamente qualificati, e magari Platinum come Uno Informatica, non solo trasferire il paradigma della resilienza secondo IBM ma occuparsi di tutte le “condizioni al contorno”.

Un’offerta variegata e competitiva, inoltre, non è finalizzata a mostrare i muscoli nei confronti della concorrenza, ma è degna conseguenza delle problematiche che circondano il possesso e la gestione del dato. Sta al partner indirizzare il cliente verso le scelte più opportune operando in maniera estremamente razionale e secondo modelli ben strutturati.

Un partner all’altezza del compito eseguirà una fase di analisi delle esigenze aziendali, della struttura preesistente e delle risorse. Ma deve essere un’analisi finalizzata a perseguire precisi obiettivi di business, e non tutti i partner sono strutturati in modo tale da poter fornire la consulenza adeguata con questo fine.

La fase di analisi preliminare non potrà essere più corta di quella di implementazione delle soluzioni, e il partner competente dovrà prevedere un’altrettanta intensa fase di fine tuning. Ovvero, quella fase in cui si mette a punto l’infrastruttura modulando i software di gestione e preparandoli alle attività di routine, come il banale backup quotidiano, e alle emergenze, come quando accade un down dei sistemi o della rete, o un incendio nel data center.

In definitiva, caro cliente, promettimi che ci pensi? E che, se vuoi realmente abbracciare la resilienza, ti affidi a un Business Partner con le carte in regola.

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