L’evento più importante per IBM e per i suoi partner è da sempre fonte di ispirazione: riordiniamo le idee con Duccio Manganelli.

Da IBM Think 2018 di Las Vegas non si può non tornare pieni di input positivi. Una gran mole di informazioni, novità ed esperienze che ha bisogno di essere assimilata, razionalizzata e, infine, modellata sulla propria realtà, per trasferire ai propri clienti l’energia positiva di una tecnologia che, oggi come non mai, si concede totalmente al business.

Duccio Manganelli, responsabile commerciale e membro del consiglio di amministrazione di Uno Informatica, tenta di razionalizzare gli input e di sintetizzarli in questa intervista.

Duccio, è possibile fare una sintesi proficua della tua esperienza all’IBM Think di Las Vegas?

Ci provo, sviluppando sei concetti principali: tre paradigmi strategici e tre tecnologici che, poi, come vedremo si intrecciano inevitabilmente. L’ispirazione da cui ricaviamo il primo gruppo di concetti viene direttamente dallo speech dall’Amministratore Delegato di IBM Ginni Rometty. Intanto, dice Ginni, per le aziende è questo il momento di investire nella piena comprensione delle piattaforme digitali. Un momento in cui la tecnologia non è mai stata così vicina al business, un momento di profondo rinnovamento di entrambi.

La conoscenza, e quindi la competenza, è un altro concetto particolarmente stressato da Ginni Rometty. In un mercato in cui si è in tanti, diventa essenziale evitare la standardizzazione delle piattaforme e dell’offerta ma, piuttosto, essere ben radicati nei settori verticali che si presidiano meglio, per esperienza e per conoscenza. Per noi di Uno Informatica, per esempio, significa essere pienamente coscienti delle esigenze del mercato del Fashion, del Retail, della GDO, del Pharma, delle Utilities, del Finance.

Infine, il terzo asset fondamentale: la continua crescita di una profonda competenza tecnologica, quella che più ci appartiene.

Passiamo ai concetti tecnologici.

Sono altri tre, come detto, interconnessi tra loro e legati a un unico fattore comune: i dati. Va da sé che per IBM il Cognitive Computing, di cui fanno parte l’Intelligenza Artificiale e il deep/machine learning – in altre parole Watson e il PowerAI – sia il primo, fondamentale.

A seguire l’Hybrid Cloud, altro paradigma portato al successo da IBM e, per finire, la Security.

Queste tre aree le abbiamo definite interconnesse tra loro, ma anche componibili nell’ordine che più è opportuno, per noi System Integrator e, soprattutto, per i nostri clienti.

Decliniamole una a una all’interno della filosofia di Uno Informatica.

Certamente a noi di Uno Informatica l’Hybrid Cloud è quella che ci piace di più. Perché siamo integratori di sistemi e perché abbiamo una grande esperienza nello sviluppo di progetti Storage. Oggi il nostro approccio distintivo ci viene riconosciuto, dai clienti e da IBM.

A seguire non posso che considerare la Security, imprescindibile dalla Cloud, dallo Storage e dal Networking, perché i dati vanno protetti, ovunque siano.

Infine, viene il Cognitive. Non certo in una scala di importanza ma per una certa profondità del paradigma. Sia Watson – pensando alle soluzioni “on cloud” – che la sorprendente piattaforma PowerAI – fruibile “on premise” – sono un mondo ancora da scoprire per le aziende italiane, anche se Uno Informatica ha già sviluppato alcuni PoC di successo su PowerAI.

È difficile passare ai clienti le virtù di PowerAI e di Watson?

Trovo delle similitudini con il momento di passaggio dallo Storage tradizionale con dischi rotativi ai Flash System: i vantaggi erano tali e percepibili che per noi la tecnologia è stata un fattore di successo.

Allo stesso modo, introdurre elementi Cognitive in azienda è semplice, se si agisce con le giuste conoscenze e gli strumenti adeguati. Ci si siede di fronte al cliente e gli si fa capire quale è il potenziale dei dati e delle informazioni che possiede o che comunque può avere disponibili semplicemente considerandoli da un nuovo punto di vista. Alla fine è il cliente stesso che si stupisce di poter risolvere determinate esigenze anche grazie all’inusuale approccio tecnologico.

Pronti per declinare con successo tutti i paradigmi dell’IBM Think 2018 allora?

Non dobbiamo essere presuntuosi. Piuttosto dobbiamo porci in una modalità di ascolto e di collaborazione con realtà complementari alla nostra, e a Las Vegas ne ho incontrate diverse, che, soprattutto quando si parla di Intelligenza Artificiale e di Watson, possono mettere a fattor comune la loro competenza specifica presso il cliente.

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