Dopo 22 trimestri di sofferenza, le vendite di IBM sono tornate a crescere. Il quarto trimestre del 2017 ha fatto segnare un +3,5% globale nelle vendite rispetto allo stesso periodo del 2016 (da 21,77 miliardi a 22,54 miliardi di dollari per trimestre).

Una boccata d’ossigeno per tutte le divisioni di Big Blue che ha sorpreso in positivo gli analisti e che non ha inciso sugli utili, e sui dividendi, per una questione di esborso di tasse legata al rimpatrio dei profitti accumulati fuori dagli Stati Uniti.

I risultati, resi pubblici in quanto azienda quotata, hanno determinato una serie di riflessioni da parte di giornalisti e analisti che sono andati a sviscerare ogni tipo di dato relativo a unità di business e soluzioni.

Parlando di storage, sebbene sia ancora presto per tirare le somme rispetto alla ventata di novità presentata recentemente, i dati indicano una crescita anno su anno dell’8%, più ridotta rispetto alle soluzioni IBM System Z e IBM Power Systems, ma è pur sempre una crescita.

In particolare, lo storage IBM cresce per il quarto trimestre consecutivo pur con un indice inferiore alla doppia cifra. Martin Schoreter, prima CFO e ora senior vicepresident per i mercati globali, ha dichiarato:

“L’hardware storage è cresciuto dell’8%, ed è la quarta crescita consecutiva del comparto, ovviamente siamo di fronte a un certo slancio. Stiamo guadagnando quote in un mercato molto competitivo, mantenendo stabili i margini”.

Inoltre, ha proseguito il manager: “abbiamo registrato una crescita in doppia cifra nella fascia alta dell’offerta, il che dimostra di aver intercettato la domanda di architetture flash, insieme a quella di maggiore capacità” e: “l’offerta all-flash cresce in doppia cifra e più della media del mercato”.

Insomma, facendo una summa tra dati oggettivi pubblici e dichiarazioni, il messaggio è: stiamo iniziando a vedere i frutti della nuova strategia. Ma giornalisti e analisti non si accontentano delle dichiarazioni ufficiali e si aspettano mosse concrete nel corso di quest’anno (vedi qui per approfondimenti).

Evitando di “spaccare il capello”, ciò che rimane da fare, per IBM e per i suoi Business Partner, è rimboccarsi le maniche e proseguire la rincorsa ai concorrenti come Dell EMC per tutto il 2018, forti di una base comunque solida.

Sistemata la componente hardware con un forte investimento nelle tecnologie flash, ora per IBM sarà il momento di lavorare sull’architettura software, in particolare sulle Software-Defined e sull’Object Storage.

Come fare, allora, per allinearsi velocemente alla concorrenza? La strada più plausibile, sempre secondo i più esperti, è quella dell’acquisizione. Si prevede, così, che in questi mesi Big Blue studi valore e offerta di alcuni vendor specializzati ai fini di un acquisto.

Si tratta solo di rumors, ovviamente, ma neanche tanto ipotetici. Di fronte a questo scenario, cosa cambierà per partner e clienti?

Beh, la parolina magica è ancora una volta “software”. La complessità delle architetture cresce, è importante accertarsi che i software che governano i nostri data center siano all’altezza delle nostre esigenze. Per questo è importante farsi supportare da un Business Partner IBM fortemente specializzato: Uno Informatica ha una competenza e un’esperienza tale nella proposizione del portafoglio software di IBM da meritarsi la promozione a Platinum Business Partner.

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