I 5 benefici del cloud ibrido

Agli impegni finanziari, in primis il completamento dell’acquisizione di Red Hat, IBM ha aggiunto due rilasci concreti che si inquadrano all’interno della strategia cloud ibrido. IBM Multicloud Manager è una console di gestione che permette a clienti e partner di gestire in modo univoco e centralizzato i carichi e le risorse applicative con l’impressione di essere alla guida di un aereo in un gioco di simulazione. In questo modo si semplifica la gestione delle risorse come se fossero tutte in un ambiente unico e omogeneo, anche se non è così ma al cliente ciò non deve importare. Con gli strumenti di gestione centralizzata, governare un cloud sarà facile (quasi) come giocare. Altra soluzione rilasciata recentemente da IBM è AI OpenScale, una piattaforma che vigila sugli algoritmi alla base degli applicativi utilizzati dal cliente: se qualcosa non va AI OpenScale lo segnala e si può agire di conseguenza. Si tratta di qualcosa che, impropriamente, si potrebbe definire “middleware”, ovvero uno strato applicativo che si interpone tra i software che generano dati e informazioni sull’attività aziendale e il motore di machine learning. Una sorta di agente che controlla che i dati siano calcolati correttamente. Tutto questo impegno vale la candela? Insomma, il cloud ibrido è il prossimo futuro. IBM sostiene che il 98% delle aziende americane che ha contattato progettano di considerare a breve il passaggio a una architettura di cloud ibrido. Bene, ma cosa esattamente li ha convinti? Vediamo 5 benefici dell’approccio al cloud ibrido. Non si tratta solo di soldi Se pensi che il cloud ibrido faccia risparmiare, stai facendo un discorso riduttivo. Certo, la tecnologia è migliorativa dal punto di vista del budget, ma non è questo il motivo principale per cui dovresti passare al cloud ibrido. Si tratta di cambiare l’azienda Un servizio IaaS – Infrastructure as a Service – la componente applicativa fondamentale per un cloud ibrido sottoscrivibile previo abbonamento presso un fornitore di cloud pubblico, comprende un bouquet completo e in continuo aggiornamento di applicazioni aziendali. Il paradigma su cui si basano pressoché tutte è uno solo: il dato. Dare valore al dato significa una cosa sola: elevarlo a perno su cui fondare la propria digital transformation, e non ci sono alibi, è il mercato che lo chiede. Primo beneficio? Agilità Attorno al concetto di “agile” si è costruito una vera e propria filosofia. Ovvero, avere un’infrastruttura IT resiliente, che si adatti velocemente alle necessità di business. E il cloud ibrido è intrinsecamente agile, soddisfando i bisogni di un’azienda di adattare e aggiustare il tiro velocemente. Perché se non si ha questo dinamismo, prima o poi si soccombe sotto i colpi della concorrenza lungimirante. L’ibrido mette d’accordo tutti Lo svantaggio di un servizio IaaS su un cloud pubblico? Potrebbe essere la poca garanzia di sicurezza. E il costo della scalabilità. Ma le soluzioni come IBM Multicloud Manager e AI OpenScale servono esattamente a controllare e gestire le risorse impegnate, per evitare esborsi inutili. E il problema della sicurezza? Si risolve proteggendo le informazioni sulla componente [...]

Elogio del cloud ibrido, che mette d’accordo tutti: vendor, partner e clienti

In medio stat virtus, la massima latina riassume molto bene lo stato dell’arte del cloud. Per anni diviso tra cloud privata e pubblica, tra on premise e outsourcing totale, oggi il mercato ha trovato l’assetto giusto che, appunto, sta nel mezzo, ovvero nel cloud ibrido. Per strutturare un cloud ibrido si sfrutta un’infrastruttura di tipo as-a-service (IaaS) pubblica, un cloud privato, che potrebbe anche essere on premises, ovvero presso il cliente, e una connessione di tipo Wan (Wide Area Network) che garantisca un collegamento ad alta affidabilità – sicuro e veloce - tra i due cloud. Il coinvolgimento di ambienti diversi richiede estrema attenzione nella progettazione del flusso di informazioni che circolano ma, allo stesso tempo, la presenza di una IaaS garantisce una gestione ottimale dei carichi di lavoro applicativi e dello storage, fornendo, inoltre, risorse applicative e capacità computazionale impensabili in una architettura IT tradizionale. IBM cresce sempre di più nel cloud ibrido Con i recenti annunci, IBM pianta ancora più decisa la propria bandiera tra i leader del cloud ibrido. L’acquisizione di Red Hat per 34 miliardi di dollari è stata approvata dagli azionisti e ora è finalmente il momento di passare alla fase operativa. A corredo, si aggiunge un accordo da 325 milioni di dollari con Juniper Networks e la partnership da 550 milioni in otto anni con Vodafone. L’acquisizione per 34 miliardi di dollari di Red Hat da parte di IBM finalmente è operativa: così l’offerta cloud ibrido sarà ancora più completa. Impegni concreti per IBM, che dimostrano quanto l’azienda creda al cloud ibrido. E, visto il carattere particolare di questo paradigma in cui le componenti consulenziale, progettuale e di integrazione rappresentano il cuore di tutto il progetto, l’impegno dimostrato da IBM non può che rallegrare i Business Partner come Uno Informatica. Già, perché nessuno come un partner attivo sul territorio conosce la situazione IT dei propri clienti, e nessuno come un partner è in grado di fornire le competenze consulenziali necessarie in fase progettuale, di studio dei carichi previsti e di scelta e integrazione delle soluzioni applicative. Non sei ancora convinto che il cloud ibrido sia la soluzione migliore? Consideriamo ciò che abbiamo scritto poco fa: “fornendo, inoltre, risorse applicative e capacità computazionale impensabili in una architettura IT tradizionale”. Che vuol dire esattamente questo: anche investendo non sarebbe mai possibile raggiungere le potenzialità applicative dell’offerta disponibile in una infrastruttura IaaS. Gli applicativi di nuova generazione votati all’analisi dei dati All’interno di un’offerta IaaS, infatti, è disponibile una grande varietà di applicativi, molti dei quali soddisfano le necessità di una Digital Transformation fatta bene. L’Intelligenza Artificiale di cui si parla tanto, per esempio, molto spesso si riferisce al machine learning, ovvero alle capacità di prevedere determinati eventi a partire dall’analisi dei dati e delle informazioni che l’azienda fa transitare ogni giorno sul cloud. Possono essere informazioni finanziarie che, se ben gestite, ci possono fornire dei forecast precisi. Possono essere informazioni che riguardano la clientela (CRM) o la logistica e, anche in questo caso, le funzionalità di [...]

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