Ampliare la partnership con un cliente partendo da un progetto di backup e disaster recovery

Questa è la storia di un progetto di Backup e di Disaster Recovery dal lietissimo fine: la massima soddisfazione del cliente. Al punto da consolidare la partnership con ulteriori progetti in divenire. Siamo di fronte a un gruppo leader nel settore del Fashion, eccellenza del Made in Italy nel mondo, con presenza in diversi mercati esteri. Si parla di 20 milioni di capi confezionati e 50 milioni di metri stampati di tessuto all’anno, e di una distribuzione su un migliaio di punti vendita monomarca nel mondo. Sistemi distribuiti e disomogenei Il cliente ha l’esigenza di consolidare la propria infrastruttura IT e raggiungere la massima efficienza nel backup e nel restore dei dati presenti in diversi sistemi distribuiti nella sede centrale, in un data center remoto in outsourcing, in 5 sedi locali e in tre sedi estere. Si tratta di un flusso di circa 15 terabyte di dati su una rete da 100 Mbit, da deduplicare e comprimere. Il tutto in presenza di un hardware variegato e disomogeneo. I dati sono consolidati sui server della sede centrale, in cui si effettua un backup in locale e un’archiviazione mista su disco e su nastro da cui attingere per un eventuale restore. inoltre, è prevista una replica sullo spazio in outsourcing disponibile ad alcune centinaia di chilometri di distanza. Fase uno: dall’analisi all’ottimizzazione del software La prima fase si è aperta con una analisi fondamentale dello status quo delle infrastrutture e del software di gestione del backup e del disaster recovery, del computo del volume dei dati da gestire e dell ricostruzione del percorso degli stessi. Uno Informatica ha utilizzato i suoi strumenti di analisi predittiva, per fornire al cliente una mappatura precisa della situazione allo stato attuale, una previsione dell’incremento delle prestazioni e una simulazione della reazione ad eventuali stati di emergenza. il Proof of Concept non ha previsto alcuna sostituzione delle piattaforme hardware. Prima regola: rispettare il ROI sull’hardware. È possibile se si usa il software di gestione storage giusto. Si è venuto incontro, così, alle esigenze del cliente di rispettare il ROI relativo all’hardware ma, allo stesso tempo, si è garantito un notevole incremento delle prestazioni in termini di velocità e clusterizzazione della mole di dati da archiviare. Con grande soddisfazione del cliente, il software di gestione IBM Tivoli Storage Manager (TSM) che si pensava ormai inadeguato, è stato valorizzato dagli specialisti di Uno Informatica grazie a un attento lavoro di riconfigurazione. L’attività, inoltre, ha portato a un incremento dello storage da gestire con lo stesso TSM e all’acquisto di nuove licenze di una ulteriore piattaforma di gestione integrata dello storage. Fase due: quando si raggiunge, hai conquistato il cliente In circa 4 mesi, la prima fase del progetto di Backup e Disaster Recovery realizzato da Uno Informatica per un’importante realtà del fashion è stata conclusa. Oltre a ottimizzare l’utilizzo di IBM Tivoli Storage Management sono stati implementati nuovi servizi di scripting e di monitoring per agevolare la gestione dello storage e contribuire a velocizzare il go-to-market dell’azienda cliente. Un [...]

La revisione di un piano di Business Continuity a seguito di una fusione aziendale

Le acquisizioni e le fusioni portano sempre in dote grattacapi. C’è da rivedere l’organigramma, riorganizzare le divisioni aziendali, i flussi di lavoro e, soprattutto, uniformare il sistema informativo. Si tratta di attività estremamente delicate e onerose in termini di tempo e risorse. La revisione e l’unificazione della piattaforma informatica, inoltre, è ormai da considerare a monte della riorganizzazione aziendale, dato che assume un valore strategico fondamentale. Spesso ci si trova di fronte a strutture eterogenee, obsolete e incompatibili, per cui il colpo di spugna potrebbe essere la soluzione più veloce ed efficace. Ma non sempre a una fusione corrisponde una disponibilità di budget a disposizione dei responsabili dei sistemi informativi. In caso di fusioni aziendali, il colpo di spugna all’infrastruttura IT non è quasi mai contemplato. Il valore della distribuzione geografica dei data center Uno Informatica ha avuto l’opportunità di intervenire in un importante progetto di unificazione dei sistemi aziendali a seguito dell’incorporazione di tre realtà nell’ambito della Grande Distribuzione Organizzata. In particolare, l’azienda è stata coinvolta in un progetto di Business Continuity in cui si sarebbe dovuto rivedere il flusso di Backup e di Disaster Recovery all’interno di una nuova distribuzione dei data center. La situazione iniziale prevedeva una gestione della Business Continuity certamente non ottimale, addirittura con repliche previste sullo stesso luogo. La replica su hardware posto a poca distanza è una pratica ancora troppo diffusa tra le medie imprese italiane. Spesso per mancanza di un’opportuna analisi a priori e per la necessità di un veloce adeguamento alla compliance, si ricorre alla soluzione più rapida, che è anche la più sconsigliata. È decisamente consigliabile, infatti, che una replica di dati all’interno di un progetto di Disaster Recovery e/o Business Continuity si preveda su due o più data center posti a una certa distanza geografica. Oggi, fortunatamente, grazie alla continua riduzione del costo di archiviazione, alla maggiore disponibilità di data center in outsourcing sul territorio italiano e alla totale affidabilità delle infrastrutture in cloud ibrido, si può garantire una Business Continuity efficace a costi ridotti. Un’attenta analisi di previsione con Capacity Planning Nel caso in esame, Uno Informatica ha subito applicato Capacity Planning, il suo tool proprietario di analisi e previsione, per avere un’idea precisa del carico di dati da gestire tra un data center e l’altro, nel presente e nel futuro. Inoltre, si è deciso di utilizzare IBM Spectrum Control, tool software per il monitoraggio, l’automazione e l’analisi di ambienti di storage di più fornitori. Una volta definita la visione completa, Uno Informatica ha proposto al cliente le priorità di intervento. La base di partenza era una piattaforma di gestione storage non IBM che si sarebbe rivelata non più all’altezza delle nuove esigenze. Esigenze di High Avaliability espressamente richieste dal cliente. Per questo l’intervento di revisione ha dovuto comprendere anche l’hardware e, di comune accordo, si è scelto di riprogettare l’intero ambiente su System & Storage basato su piattaforma IBM Power 8 e relativi applicativi IBM di gestione del backup e del recovery. Le esigenze di High Avaliability [...]

Disaster Recovery: promettimi che ci pensi

Speriamo che l’imposizione del GDPR, il regolamento europeo che entra in vigore quest'anno, faccia ragionare le aziende. Ovunque ci si giri, le analisi su quanto e come i clienti siano attrezzati in caso di danni alle proprie infrastrutture IT sono sconfortanti. E, onestamente, non si può puntare il dito esclusivamente sull’irresponsabilità dei manager. Le infrastrutture IT oggi sono estremamente complesse poiché devono gestire una mole di dati in crescita esponenziale e sottostare a regolamentazioni articolate. È impensabile che un’azienda italiana possa attrezzarsi in risorse, metodi e tempi per stare dietro a tutta questa complessità. È da questa riflessione che deve crescere la consapevolezza che bisogna farsi aiutare (da uno bravo, si potrebbe dire). In tema di Backup e Disaster Recovery, Business Continuity e tutte le declinazioni sull’argomento che IBM riassume sotto il cappello unico di resilienza, i Business Partner giocano un ruolo importantissimo. “La resilienza è la capacità di un'organizzazione di anticipare, prepararsi, rispondere e adattarsi ai cambiamenti continui e progressivi e alle improvvise emergenze in un ambiente complesso”. Prendiamo la definizione di questo termine di gran moda direttamente da un’intervista a Sergio Eufemi, IBM Resiliency Services Leader di IBM Italia. E ci sembra che la definizione chiarisca molto bene il concetto. L’offerta IBM che aiuta un’azienda a essere “resiliente” è estremamente variegata e competitiva, al punto da meritarsi la posizione di leader nel Quadrante Magico di Gartner a proposito di Disaster Recovery as a Service (DraaS). Ed è compito dei Business Partner altamente qualificati, e magari Platinum come Uno Informatica, non solo trasferire il paradigma della resilienza secondo IBM ma occuparsi di tutte le “condizioni al contorno”. Un’offerta variegata e competitiva, inoltre, non è finalizzata a mostrare i muscoli nei confronti della concorrenza, ma è degna conseguenza delle problematiche che circondano il possesso e la gestione del dato. Sta al partner indirizzare il cliente verso le scelte più opportune operando in maniera estremamente razionale e secondo modelli ben strutturati. Un partner all’altezza del compito eseguirà una fase di analisi delle esigenze aziendali, della struttura preesistente e delle risorse. Ma deve essere un’analisi finalizzata a perseguire precisi obiettivi di business, e non tutti i partner sono strutturati in modo tale da poter fornire la consulenza adeguata con questo fine. La fase di analisi preliminare non potrà essere più corta di quella di implementazione delle soluzioni, e il partner competente dovrà prevedere un’altrettanta intensa fase di fine tuning. Ovvero, quella fase in cui si mette a punto l’infrastruttura modulando i software di gestione e preparandoli alle attività di routine, come il banale backup quotidiano, e alle emergenze, come quando accade un down dei sistemi o della rete, o un incendio nel data center. In definitiva, caro cliente, promettimi che ci pensi? E che, se vuoi realmente abbracciare la resilienza, ti affidi a un Business Partner con le carte in regola. CONTATTA UN ESPERTO

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